Come sapete Barbie cambia sguardo con il passare degli anni. Dietro a questa trasformazione si nasconde un universo di sculture, brevetti e design che i collezionisti chiamano con un termine specifico: MOLD o HEAD SCULPT.
Ma cos'è esattamente un mold e perchè è l'elemento più importante per capire la storia e l'evoluzione di Barbie?

In termini tecnici, il mold è il calco utilizzato per modellare il vinile che compone la testa di Barbie. In termini artistici, è l'anima della bambola: definisce la forma degli zigomi, il taglio degli occhi, la linea del naso e l'espressione della bocca (aperta in un sorriso smagliante o chiusa in un'aria sofisticata).
Ogni volta che Mattel decide di cambiare i lineamenti di Barbie o di un suo amico, un designer scolpisce il nuovo prototipo. Se viene approvato, il calco riceve un brevetto con l'anno di creazione inciso sul retro del collo della bambola.
Perciò l'anno inciso sulla nuca di Barbie indica il copyright del mold, non l'anno in cui la bambola è stata prodotta! Un viso registrato nel 1991 può essere utilizzato su bambole di oggi.
Dal 1959 a oggi, Mattel ha creato centinaia di visi diversi, ognuno con una propria personalità, tratti somatici unici e una storia.
La creazione della testa di una Barbie è un perfetto equilibrio tra artigianato artistico e chimica industriale. Infatti inizialmente i designer Mattel scolpivano a mano il volto di Barbie in cera o argilla, in scala molto più grande della bambola in modo da poter curare ogni minimo dettaglio delle labbra, palpebre. Questo prototipo veniva poi scansionato e ridotto alla scala 1:6 per poi creare il calco in metallo. Oggi questa fase è quasi totalmente digitalizzata tramite software di modellazione 3D e stampa stereolitografica.
A differenza del corpo di Barbie, che spesso è realizzato in plastica rigida tramite stampaggio a iniezione, la testa richiede elasticità per permettere l'inserimento dei capelli. Per questo si usa lo stampaggio rotazionale: il calco cavo in metallo del viso viene riempito con una dose precisa di plastisol liquido. Il mold viene chiuso e inserito in un forno ad alta temperatura, dove inizia a ruotare contemporaneamente su due assi. La forza centrifuga distribuisce il liquido uniformemente sulle pareti interne del calco, mentre il calore cuoce e solidifica il vinile.
Una volta cotta, la testa è ancora calda e flessibile. Viene estratta dal mold metallico ancora calda (sfruttando l'elasticità del materiale per non rovinare i dettagli del naso o del mento) e immersa immediatamente in acqua fredda per "fissare" la forma e arrestare il processo di espansione termica.
La testa, ancora priva di lineamenti dipinti passa alla macchina del rerooting.
Infine viene colorato. Nelle fabbriche moderne questo avviene tramite tampografia ossia un timbri in silicone morbido trasferisce l'inchiostro sul vinile con precisione millimetrica; oppure tramite maschere di metallo perforate posizionate sul viso della bambola, attraverso le quali gli aerografi spruzzano il colore per creare sfumature perfette su occhi, labbra e fard.
I mold di Barbie non nascono per caso, sono il riflesso della moda e dei canoni di bellezza di ogni epoca.
Il primo storico mold del 1959 (Ponytail) presentava una Barbie dallo sguardo obliquo, altero e seducente, ispirato alle modelle dell'alta moda parigina.
Con l'avvento della cultura pop, Barbie cambia radicalmente. Nel 1976 nasce il mold Superstar: gli occhi guardano avanti, i capelli si fanno cotonati e la bocca si spalanca in un sorriso a trentadue denti. Una bambola solare che tutti ricordano.
Il passaggio di millennio segna una delle metamorfosi più affascinati per Barbie. Gli accessi ultra-colorati e i sorrisi smaglianti degli anni '80 lasciano il passo ad una nuova estetica, influenzata dalle top model delle passerelle e da un generale ritorno al minimalismo. Due visi, in particolare, diventano il simbolo di questa transizione: Meckie (1991), il mold presenta labbra chiuse, zigomi alti e uno sguardo magnetico; Mold Generation Girl (1999), il viso è più tondo, il sorriso torna, ma è accennato.

Ogni mold ha un nome, generalmente lo prende dalla prima bambola in assoluto che lo ha indossato.
Ad esempio, se un viso è stato creato nel 1972 per l'amica di Barbie, Steffie, quel calco si chiamerà "Steffie Mold" per sempre, anche se verrà utilizzato anni dopo per produrre una Barbie castana o una Black Barbie.
Oggi Mattel sta vivendo una vera e propria età dell'oro del design grazie alle linee Fashionistas e Barbie Looks. Non esiste più un solo canone di bellezza: i mold moderni celebrano l'inclusività, introducendo tratti somatici che rappresentano diverse etine, forme del viso più o meno pronunciate, e lineamenti gender-neutral.
Riconoscere i mold trasforma il collezionismo da semplice hobby a una caccia al tesoro storica. La prossima volta che incrociate lo sguardo di una Barbie, guardatela da vicino: non state guardando solo un giocattolo, ma una vera e propria scultura in miniatura.
In definitiva, il head sculpt è il vero e proprio codice genetico di Barbie. Ciascun mold custodisce la fotografia di un momento storico, una precisa idea di bellezza e il talento di designer che hanno saputo fare la storia del costume.
Imparare a riconoscerli significa decodificare il linguaggio segreto di Mattel e trasformare ogni nuova scoperta in un affascinante viaggio nel tempo.
L'universo dei mold di Barbie è vastissimo, se l'argomento vi affascina, posso cercare di preparare una guida sui mold. Vi piacerebbe? se sì, fatemi sapere nei commenti da quale epoca o viso vorreste iniziare!
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